Giustizia e Pace al tempo delle Crisi – Forum Nazionale per la Pace – 8/10 giugno 2012 – Roma

“Buongiorno,
comunico la mia partecipazione al tavolo di interscambio numero 4 sui diritti umani e la nonviolenza. Di seguito il mio contributo per iniziare i lavori.
Un cordiale saluto
Cristiano Chiesa-Bini
Presidente di “Mondo senza Guerre e senza Violenza – Garbatella”

*Cosa significa scegliere la nonviolenza per cambiare la società?*

*Viviamo in una società in cui la violenza impone la sua logica non solo con la forza delle armi e con l’arroganza del potere economico-finanziario, ma soprattutto con il progressivo indebolimento di valori culturali, etici e morali.*

*In questo processo storico in cui per la prima volta l’uomo si trova nel massimo del fenomeno di interconnessione e mondializzazione, la nonviolenza deve essere vista come un approccio morale che inverta la direzione degli avvenimenti e non come una semplice reazione ad una scellerata visione disumana.*

*Occorre incoraggiare un percorso di rafforzamento della coscienza nonviolenta che, fortunatamente e con mille difficoltà, si intravede come esigenza delle nuove generazioni.*

*”la nonviolenza è la forza più grande a disposizione dell’umanità” sosteneva Gandhi, ed anche ai giorni nostri i fenomeni di protesta più interessanti ed efficaci hanno agito in maniera nonviolenta.*

*L’organizzazione internazionale umanista “Mondo senza Guerre e senza Violenza” propone di insistere nelsottolineare la nonviolenza come base morale etica e culturale, dando risalto a scuole, associazioni e singoli cittadini che con i loro progetti e le loro azioni colaborino a questa crescita e a far sì che il 2 ottobre, sancito dall’ONU come giornata internazionale della nonviolenza acquisti un maggiore rilievo tra i media e nel cuore delle persone.*

*Occorre non far relegare chi opera nel promuovere l’azione nonviolenta come fenomeno positivo dicostume, ma per far sì che non rimanga un dialogo solo tra le persone già sensibili all’argomento, mbisogna allargare il “contagio”. Per far questo bisogna moltiplicare gli sforzi nella formazione dei giovani, non solo nella scuola dell’obbligo, ma continuare il percorso fino all’università; “invadere” la comunicazione dei media in maniera più semplice, diretta ed accattivante; bisogna dar forza a percorsi di scelta della nonviolenza da parte di istituzioni ed amministrazioni che, troppo spesso, fanno seguire ai buoni propositi ed alle parole di condanna della violenza, scelte strategiche di opposta direzione.*

*Bisogna, insomma, operare una vera e propria rivoluzione culturale per cambiare una società che “non ci piace” ed impedire che la violenza rallenti l’inevitabile raggiungimento di una convivenza di solidarietà e di pace*

*In questa direzione va il Premio della Nonviolenza 2012 (www.premiodellanonviolenza.it), che nel territorio romano accende il megafono sulla nonviolenza e la volontà di restaurare quella stele che, finanziata dalla Provincia di Roma, ricorda in P.zza Damiano Sauli, la Giornata Internazionale della Nonviolenza, bersaglio più volte di vili atti vandalici.*

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