Giustizia e Pace al tempo delle Crisi – Forum Nazionale per la Pace – 8/10 giugno 2012 – Roma

Contributo Pilar Castel – Tavola della Pace

Ciò che è stato il berlusconismo è noto, ciò di cui si discute poco è del maccartismo berlusconiano e delle istituzioni , tutte, che vi si sono adeguate, o per opportunismo o per paura, creando un vuoto lavorativo nei pochi impegnati nella pace della mia generazione, ed un vuoto culturale in almeno due se non tre generazioni successive . Del diktat ‘Tutto ciò che non appare nel senso di appariscente : via’, ne abbiamo visto i risultati nel la educazione e nella cultura ma anche nel semplice parlare nei bar, il commentare la televisione in casa, scambi di semplici opinioni in cui ,anche inconsapevolmente, si cerca di elevare il giudizio critico. La dittatura mediatica dell’ultimo ventennio ha insistentemente abbassato il livello di giudizio. Vale per tutte la frase che mi sono sentita dire in uno dei miei eroici laboratori teatrali decentrati: la cultura è una roba da stupidi, ( della serie:preparaci per andare dalla de filippi.) Se poi parliamo di cultura di pace e non ci si fa il segno della croce , nel senso di una cultura di pace laica, questa è considerata una specie di terra di nessuno che proprio perchè è terra di nessuno non vale niente ( neanche c’è la speranza di guadagnarsi il paradiso) e viene più o meno equiparata a copendio di una setta di vecchi ingenui ; nel migliore dei casi, perchè io mi sono trovata in svariate manifestazioni ad essere fischiata come serva del capitalismo, come ai tempi di piombo…. Quello che si è totalmente perduto rispetto a trent’anni fa è la coscienza che viviamo da secoli sotto l’oppressione di una cultura di guerra , fra l’altro spudoratamente falsa e contradditoria, e che va contrastata . Non ci sarebbe femminismo se ci fosse una reale parità di genere, non ci sarebbe comunismo(!) se ci fosse un ‘equa distribuzione dei beni , e non ci sarebbe necessaria una cultura di pace se non ci imponessero fin dalle elementari , coi libri di storia religione–storie dei potenti poi, non dei popoli- una gultura di guerra. (Adesso sono andati ancora più in là con le playstation e i videogames, che non sono certo un inno al volemosi tutti bene. ..) E mentre trent’anni fa i miei laboratori teatrali di pace riscuotevano entusiasmo adesso devo camuffarli .. del tipo:
–‘Buongiorno vorrei proporre un laboratorio teatrale di pace’ –
-‘Laboratorio teatrale di ?’
‘Di ace.’.
‘Di????-
-Di arti sceniche!…

Se non ci fossero le fotografie, le testimonianze delle ragazze e ragazzi che oggi hanno circa 50 anni , del lavoro fatto allora anche grazie alle istituzioni di allora, penserei rispetto alla realtà di oggi di essermi sognata tutto . Invece quella era la realtà e questa di oggi è una realtà falsata ,se non un ‘incubo. Hanno voluto cancellare un secolo di storia , di livelli di umanità raggiunti col sangue e l’anima, per paralizzarci in un’enorme recinto’globale’ ad aspettare che si risolva la Crisi. Vietato pensare, vietato agire, vietato creare fintanto che non si risolve la crisi. Tutti silenti intorno al capezzale di un capitalismo morente mentre le borse urlano: Lazzaro cammina! Ma i miracoli sono appanaggio dei buoni.

E intanto continuano a fare guerre, a rapinare sperperando come gangsters soldi in armi, a professare ed attuare la cultura pianeticida del più forte.

Persino nelle nuove realtà occupate , teatri-cinema-centri sociali- si continua a perpetrare una cultura della competizione, della prevaricazione , della violenza , anche e sopratutto nei metodi di lavoro. Qui dovrei specificare che l’obiettivo principale dei miei laboratori è di creare innanzitutto il gruppo inteso come coese persone protese a creare insieme, perchè è importante cosa si fa ma anche e al contempo come si fa. Questo è il lavoro più duro di cui nessuno si accorge e spesso più teatrale del risultato finale. Non uso metodi di porgi l’altra guancia (non sono certo il tipo), e neanche estenuanti riunioni di critica e autocritica,tantomeno di sublimazione dei conflitti. Sempre tramite la pratica teatrale punto sul rilassamento interiore, il senso critico e il riconoscimento dell’altro, che sono alla base di una cultura pacifista… E credetemi rispetto a trent’anni fa è molto più difficile quest’operazione che far recitare dei sassi . Per esperienza so che con un’accorta regia anche chi non è portato può recitare bene, ma smantellare l’individualismo apatico della maggior parte delle persone sotto la mia generazione rasenta la psicoterapia. Sono generazioni amputate del pacifismo, nate o cresciute in una terza guerra mondiale coltivata ancor prima che finisse la seconda , figli di un sistema mercenario ? (bella prova togliere il servizio militare obbligatorio quando poi gli unici lavori che si trovano sono nell’esercito ed anche per le donne adesso )E questa cappa del pensiero volgare ( a cui tutti si sono adeguati) quanto durerà? E chi di mestiere opera nella cultura cosa può fare? C’è stato un periodo che ho studiato a Oxford , è venuta a tenerci una lezione di pacifismo, leggendo degli scritti di Bertrand Russel, Vanessa Redgrave, ATTRICE E PACIFISTA PORTATA VIA DI PESO Più VOLTE dalla polizia durante i sit in a Londra contro la guerra in vietnam. Quale attrice italiana di fama internazionale farebbe lo stesso oggi?

Concludo con un appello al movimento pacifista : che si ricompatti, che penetri nelle scuole, università, teatri, radio, televisioni, piccoli paesi , che coinvolga il mondo dello spettacolo e dello sport, affinchè si capisca che finchè il mondo investirà in guerre sarà sempre perdente.

Io nel mio microscopico continuo con le poesie e teatro di pace, perchè ,anche se non so come , sento che un debito l’ho contratto. Ma non quello che dicono loro , il debito pubblico è solo privato ed è il loro; ma mi sento in debito di pacifismo verso le attuali e future generazioni.

Paci, pilar

Contributo Pilar Castel – Tavola della Pace in pdf

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