Giustizia e Pace al tempo delle Crisi – Forum Nazionale per la Pace – 8/10 giugno 2012 – Roma

Contributo Legambiente

Noi crediamo che il movimento pacifista in questi anni sia riuscito a far crescere una cultura di pace nel nostro paese che nonostante tante difficoltà si e’ affermata. Ha saputo essere dentro i processi di cambiamento rappresentando anche un punto di riferimento importante per tanti altri movimenti. Oggi costruire la pace in tempo di crisi, vuol dire che le crisi fortissime che abbiamo di fronte costringono tutti a rimettere in discussione l’attuale modello di sviluppo del tutto insostenibile ma anche il modello di consumo insostenibile a sua volta.

Abbiamo quindi bisogno di momenti di condivisione e di richiesta di costruzione di pace nel Mondo che solo combattendo le tante ingiustizie possono essere possibili. E’ anche il momento di essere più vicini alle rivolte che nel nord del Continente africano hanno visto tanti giovani protagonisti e creare anche momenti di incontro con loro.
Servono richiami urgenti perché la politica del nostro Paese recuperi un ruolo di servizio e una serietà oggi scomparsi, dopo che in questi ultimi anni proprio una parte della politica ha invece giocato sui nostri peggiori istinti cavalcando paure e difficoltà, cavalcando in maniera criminale tutto questo. Crisi poi sempre più forti, economica, occupazionale, ambientale, oggi vogliono dire una disgregazione sociale molto forte e disastrosa.
Serve quindi un lavoro fondamentale per l’apertura nel mondo di una stagione di diritti: dove ambiente, salute, lavoro, siano diritti e non più bisogni o temi, e perché nel nostro Paese si lavori per la costruzione di culture di solidarietà, ospitalità, cooperazione, interdipendenza, capaci di ricostruire coesione sociale ma anche di dare forza all’unica strada che abbiamo di fronte che e’ quella della sostenibilità ambientale e sociale. Pensiamo alle immagini che periodicamente ci giungono da Lampedusa, perché sono particolarmente drammatiche ma anche perché quando le vedemmo la prima volta lo scorso anno, con migliaia di persone costrette al limite della sopravvivenza in un angolo di quel territorio senza un minimo di vivibilità e dall’altra gli abitanti stabili, in preda alla paura e all’esasperazione e fuori da ogni controllo. Ebbene negli stessi giorni a Brindisi celebravamo con iniziative molto belle, promosse da Legambiente Brindisi con tutte le altre associazioni, con il Comune e tutti i brindisini e le brindisine, i vent’anni del famoso “sbarco” degli albanesi proprio a Brindisi. Oltre 20.000 persone in sole due notti che scatenarono una gara di solidarietà e ospitalità, tornati in tanti lo scorso anno appunto per raccontare delle storie vissute bellissime. Allora non crediamo che siamo cambiati, dobbiamo recuperare questi valori e ricostruire una coesione sociale ripartendo anche da qui.
Ma ci sono stati anche altri fatti importanti nel mondo sul fronte della nonviolenza, ad esempio le rivolte del nord Africa, particolarmente segnate da nonviolenza e gioventù. Crediamo che le cose dette fino adesso disegnino quello che dovrebbe essere il nostro impegno nei prossimi mesi.
Aggiungiamo in più solo una questione più legata al nostro punto di osservazione che è quella della crisi ambientale, climatica, che mi pare troppo vicina a dei punti di non ritorno, se pensiamo che solo per citare un dato, ogni anno almeno sei milioni di persone divengono profughi ambientali, cioè persone costrette ad abbandonare i loro territori perché resi invivibili dai mutamenti climatici. Vuol dire fondamentale costruire pace nel mondo e questo non può che passare attraverso partecipazione e protagonismo delle persone.
Contributo di Legambiente in formato pdf

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