Giustizia e Pace al tempo delle Crisi – Forum Nazionale per la Pace – 8/10 giugno 2012 – Roma

CONTRIBUTO DEL MOVIMENTO INTERNAZIONALE DELLA RICONCILIAZIONE (MIR)

Ci sono alcuni settori che a mio avviso hanno prospettive di sviluppo positive ed efficaci e sulle quali il Movimento Pacifista potrebbe lavorare conseguendo risultati significativi e di soddisfazione per chi vi si impegna:

l’educazione

Dopo la conclusione del “Decennio 2001-2010 per l’educazione alla pace ed alla nonviolenza per i bambini del mondo” proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e che ha visto il conseguimento di alcuni risultati molto significativi questo ambito resta di grande attualità, primo far tutti la Direttiva emanata dal Ministro Fioroni sull’educazione alla pace nelle scuole.

Il rinnovato Comitato italiano per l’educazione alla pace ed ala nonviolenza è uno strumento che può essere efficace nel coordinare e dare visibilità alle iniziative educative in ambito pace/nonviolenza (www.decennio.org). La prospettiva di avvicinare le giovani generazioni ai temi della nonviolenza e della pace in percorsi strutturati e formali come quelli scolastici va senz’altro valorizzata per tutte le sue potenzialità nel futuro.

L’impegno contro le guerre, gli eserciti e la critica alle spese militari

Dalla campagna per l’obiezione di coscienza e la scelta del servizio civile alternativo per costruire una difesa diversa dello stato deriva oggi al lotta contro le mine. Le armi leggere, gli F35 le banche coinvolte nel commercio delle armi. Dalla semplice avversione della guerra alla creazione delle alternative concrete allo strapotere della finanza che arma le fabbriche d’armi. L’impegno a sostenere Banca popolare Etica come strumento per lottare contro le guerre e contro il sistema finanziario che uccide.

Un nuovo modello di società

E’ partire dal modello di società che vogliamo che si individua, si delinea e si struttura lo strumento militare.

Il movimento degli indignados e i movimenti di protesta sociale non sono che la manifestazione evidente di un disagio sociale profondo a cui il sistema cerca di dare le solite risposte: tassi di crescita, aumento del PIL, maggiori consumi. Forse questa crisi che viviamo da anni avvicinerà il grande pubblico a quella ormai improcrastinabile esigenza di attuare modelli di sviluppo alternativi che vadano nel senso della decrescita, del contenimento dei consumi, del riorientamento verso modelli produttivi meno energivori, verso l’utilizzo di energie rinnovabili.

Ecumenismo

Le parole d’ordine “Giustizia, pace, salvaguardia del creato” proprie del processo conciliare che ha avvicinato negli anni le diverse denominazioni cristiane in un unico movimento di ricerca, sono al tempo stesso anche fine e progettualità quotidiana di alcuni dei movimenti presenti all’assemblea di Roma.

Le sfide che il mondo ci sottopone (dalla gestione delle risorse del pianeta a quella dei conflitti tra Stati e la riconciliazione all’interno di ciascuno di essi, la costruzione e difesa dei diritti umani nei quattro angoli del pianeta insieme alla ricerca costante di un modello di sviluppo sostenibile) non perdono mai il carattere di urgenza rappresentando anche la radice fondamentale di ogni tradizione cristiana. L’apporto di riflessione di ricchezza presente nei movimenti di ispirazione religiosa può essere un valore aggiunto all’impegno pacifista e nonviolento.

Come agire?

La proposta qualificante che il MIR italiano ha lanciato alle altre organizzazioni dell’area nonviolenta è quella di camminare assieme verso una costituente nonviolenta. E’ una proposta importante perché può rafforzare l’efficacia, la visibilità e la capacità di agire della nonviolenza in Italia. E’ una proposta difficile per il particolarismo tipico degli Italiani e in particolare per le gelosie/rivalità dei nonviolenti italiani. Ma e una proposta che aprirebbe delle interessanti prospettive di lavoro comune e coordinato.

PER UNA COSTITUENTE/ASSISE NONVIOLENTA: UN PRIMO PROGETTO DI LAVORO

Premesse

  • Il movimento degli indignados,
  • il successo ed allo stesso tempo i limiti della marcia Perugia Assisi,
  • lo sconforto di fronte alle varie crisi: economica, ecologica, valoriale ed il bisogno di nuova visibilità/riconoscimento
  • Il successo delle rivoluzioni arabe
  • Il riconoscimento mondiale della nonviolenza fatto con la consegna dei premi Nobel 2011 a 3 donne che hanno agito nonviolentemente

Sono le premesse per avviare un movimento che porti ad una Costituente/Assise (chiamiamola come si vuole) dell’area che si riconosce (anche solo in parte) nella nonviolenza in Italia

Scopi della Costituente/Assise:

  • individuare due o tre campagne unificanti che coinvolgano tutti fino al conseguimento dell’obiettivo (o di alcuni obiettivi minimi) di ciascuna campagna
  • dare visibilità all’area nonviolenta
  • Diffondere la cultura della nonviolenza
  • Diffondere i metodi di lotta nonviolenta
  • Creare un coordinamento/una struttura stabile-

Individuare 10 aree tematiche su cui chiamare le persone, i movimenti e le altre organizzazioni a confrontarsi

10 aree possibili:

  1. cultura della nonviolenza
  2. stili di vita personali: verso una società della decrescita/sobrietà
  3. stili di vita collettivi: per una ecologia della gioia e del divertimento
  4. modello di sviluppo: verso una società ecologica
  5. modello di sviluppo: per una critica dell’economia politica
  6. campagne: dalle mille campagne locali alla individuazione di due o tre campagne nazionali/internazionali unificanti
  7. tattica e strategia: gli obiettivi, le tappe ed i tempi di una campagna nonviolenta
  8. rapporti dei movimenti con la politica e il sistema dei partiti
  9. nonviolenza spiritualità e religioni

Tappe di avvicinamento

  1. Stendere il documento preparatorio (questo che avete in mano non è il documento preparatorio ma un progetto di lavoro) che contenga le premesse ed alcuni stimoli per ciascuna area
  2. Far circolare ampiamente il documento preparatorio presso le altre organizzazioni delle varie aree: pacifista, nonviolenta, cattolica, antagonista compreso il movimento degli indignados.
  3. Creare un dibattito nazionale che sviluppi gli stimoli e le analisi per ogni area individuata
  4. Individuare degli esperiti coordinatori (10, uno per area) che seguano il lavoro preparatorio di quell’area
  5. Possibilmente creare degli appuntamenti sparsi per il territorio che trattino una singola area per volta per avere degli approfondimenti

Momento conclusivo

Una assemblea di almeno due giorni in cui il confronto possa essere interessante ed abbastanza approfondito: soprattutto che le conclusioni siano condivise da un’area ampia (ci saranno sempre gli scontenti e quelli che vogliono il loro “attimo di visibilità” come diceva Andy Warhol)

CONTRIBUTO DEL MOVIMENTO INTERNAZIONALE DELLA RICONCILIAZIONE (MIR) in formato pdf

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